COLLETTIVA DI NATALE 2023: OMAGGIO A PICASSO

- Tutto ciò che puoi immaginare è reale -

In occasione dei cinquant’anni dalla morte di Pablo Picasso, l’ Associazione “L’Artistica” di Maniago desidera dedicargli la Collettiva di Natale 2023. Ispirati dall’opera del grande artista spagnolo, paragonata da alcuni ad un sole che emana la propria luce in una moltitudine di direzioni, oltre quaranta dei nostri soci presenteranno i propri lavori presso le Vecchie Scuderie di Palazzo D’Attimis a Maniago.

Pablo Ruiz y Picasso nasce a Malaga il 25 ottobre 1881. 

In giovane età, è avviato alla pittura dal padre, si trasferisce con la famiglia prima a La Coruña e poi a Barcellona, una metropoli ricca di suggestioni culturali, animata dal fermento del modernismo catalano.Si sposta ancora a Madrid, frequentando assiduamente il museo del Prado.

Tra il 1901 ed il 1904 viaggia tra Madrid e Parigi, dove trova una maggiore varietà di espressioni creative rispetto alla Spagna. Sl distacca dall’ impronta artistica del padre ed assume il nome il cognome della madre, Maria Picasso, come suo nome d’arte. Colpito profondamente dal drammatico suicidio di un caro amico, inizia il suo periodo blu, producendo quadri inquieti e malinconici.

Sempre a Parigi, Picasso affitta un appartamento a Montmartre, che diventa un punto di ritrovo per giovani intellettuali.

La spensierata felicità di quella vita si riflette nel suo periodo rosa. Nel 1906 conosce le opere Naïf di Henri Rousseau, di cui apprezza la fanciullesca semplicità e le atmosfere esotiche. Durante un viaggio a Gosol, nei Pirenei, entra in contatto con l’arte iberica preromana, che non bada alle regole della prospettiva e delle proporzioni. Questa esperienza apre, per Picasso, la strada verso il concetto di cubismo, concretizzato per la prima volta nell’opera “Les demoiselles d’Avignon” del 1907.

I primi successi cominciano ad arrivare, per Picasso, tra il 1909 ed il 1910, quando in Europa si diffonde l’arte d’avanguardia.

Egli partecipa a diverse esposizioni a Monaco, Colonia e Berlino. Nel suo lavoro, egli si dedica alla scomposizione dei piani e dei volumi nel rapporto tra forma e spazio, iniziando una fase definita “cubismo analitico” dai critici.Picasso rimane ai margini del Primo Conflitto Mondiale, ma vede molti amici francesi partire per il fronte.

Lavora per una compagnia di balletto russa, realizzando costumi e scenografie. Recatosi in Italia, conosce i futuristi a Roma e l’arte rinascimentale a Napoli, Firenze e Milano.

Dal 1930 si afferma la sua notorietà internazionale. Picasso espone a New York, Parigi ed in Inghilterra.

In Spagna è testimone della Guerra Civile Spagnola, con l’instaurazione del regime franchista (1936 – 1939).

La sua arte, definita “degenere” dal regime, sfocia in “Guernica”, che viene presentata all’Esposizione Universale di Parigi. L’opera, famosissima in tutto il mondo, è ispirata dallo sterminio della popolazione della città da cui trae il titolo a seguito di un bombardamento nazista.

 Durante la Seconda Guerra Mondiale viene costretto a tornare a Parigi, occupata dai tedeschi e l’amministrazione nazista gli vieta di esporre le proprie opere in pubblico.

Dopo la fine della guerra, ritrova serenità in Costa Azzurra, dedicandosi alla rivisitazione del patrimonio artistico occidentale, ricavando alcuni quadri dalle opere di Velasquez, Delacroix e Manet.

Nel 1963 viene istituito a Barcellona il Museo Picasso, ed egli dona alla città un migliaio tra opere, schizzi e disegni.

Picasso muore a Mougins l’8 aprile 1973 all’età di 91 anni.